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Per il Tirolo
le vie di comunicazione avevano assunto già da sempre
un ruolo fatidico, in quanto costituivano la vera e propria arteria
vitale della "regione nei monti". Esse rendevano possibile
lo scambio economico tra Nord e Sud, Est ed Ovest, e così
garantivano anche la sopravvivenza economica. Su queste vie era
possibile commerciare con le regioni confinanti, ma anche costruire
rapporti familiari e professionali, ampliare lorizzonte
intellettuale tramite lincontro con nuove culture, lingue,
modi di vivere, e infine, provvedere ad una diffusa utilizzazione
dello spazio vitale.
Proprietari
terrieri. Per lungo tempo lEngadina
Bassa, la VaI Monastero e la VaI Venosta costituirono ununità
linguistica, ecclesiastica e culturale, perché ovunque
si parlava la lingua retoromana e ovunque veniva esercitato il
potere spirituale del vescovado di Coira, unificato nel VIII
secolo a quello temporale della contea della Venosta. In seguito
al trasferimento della sovranità della contea della Venosta
al vescovo di Trento, avvenuto nel 1027 ad opera dellimperatore
Corrado Il, nella nostra regione iniziò il contrasto tra
interessi temporali e spirituali che si protrasse per secoli.
i due monasteri di Mùstair, dominato da Coira, e Marienberg
(Monte Maria), alle dipendenze del principe, erano i centri spirituali.
I balivi di Mazia amministravano non solo lalta Val Venosta,
ma erano anche feudatari di castelli e possedimenti in Valtellina,
in Engadina e nel Lichtenstein.
Il giogo di
Santa Maria ed il sentiero di Wormsion. Worms - Bormio (1245 m) nellalta Valtellina,
diventò leponimo sia del "Wormser Joch"
(Passo dellOmbraglio - Umbrail) 2512 m, che conduceva verso
nord allo stato libero appartenente alle "Tre Leghe"
dal XV secolo e dal 1803 alla VaI Monastero del Canton Grigìoni,
che del "Wormsionsteig" (sentiero di Wormsion) che
là voltava verso est attraverso il Passo dello Stelvio
(2763 m). La via conduceva attraverso il Passo dello Stelvio,
il Lago dOro e il Kleinboden alle malghe di Prato e Stelvio,
proseguiva per i masi montani di Steivio e, passando per i luoghi
degli insediamenti preistorici, arrivava ad Agumes presso Prato.
Una diramazione conduceva a Trafoi, una a Gomagoi e attraverso
i masi di Valnair a Cengles, e unaltra a Solda e da qui
in VaI Martello e VaI dUltimo. Ladorazione di diversi
santi viandanti, come San Cristoforo, San Maurizio, San Martino,
Santa Gertrude, attraversando quattro - cinque valli, la costruzione
di ospizi, eremi, monasteri e cappelle lungo queste vie, sono
eloquenti testimonianze che con un bastone o piccoli animali
da soma si tracciavano le linee più brevi attraverso gioghi
e passi per evitare i fondovalle dellAdige, paludosi e
spesso infetti da malaria.
Se da nord provenivano sale, stoffe di lana e lino, cuoio, pelli, pellicce, cera, sapone, metalli e minuteria di Norimberga, dal sud venivano trasportati vino, stoffe di seta, oggetti di vetro e metallo, spezie orientali e agrumi. Come mezzi di trasporto si utilizzavano animali da soma o carri trainati da buoi o cavalli. Potevano trasportare carichi di 150-500 kg, riempiti in ceste o recipienti, o legati in balle. Bormio era punto dincrocio di diverse vie di comunicazione verso Poschiavo, la VaI Camonica e la Valtellina. Como e Coira rivalizzavano per il dominio, ma il centro potè conservare la sua indipendenza grazie a privilegi concessi per poter svolgere attività di commercio. Lungo la cosiddetta "Strada Imperiale", che secondo un documento del 1335 era regolarmente sottoposta a manutenzione, le merci venivano trasportate fino a Bormio attraverso la Valtellina, da qui la via svoltava verso ovest fino a Fraele e poi, più a nord della via del Passo dellOmbraglio, portava nella VaI Monastero. Transito, pedaggio, pesatura e trasporto di legname furono regolati con esattezza nel 1334, al contempo divenne obbligatorio impiegare la metà delle entrate doganali e tributarie per la manutenzione dei valichi e delle strade. Nel 1483 si stabilirono contrattualmente i lavori di manutenzione di ponti, di parapetti, nonché dei muri a secco e di calce.
Servizio di
carreggio.
Il servizio di carreggio era di grande importanza per il Tirolo,
poiché il trasporto merci tra le zone a nord e a sud delle
Alpi doveva svolgersi in modo sicuro e regolare attraverso il
difficile territorio montano. Così per la popolazione
locale delle valli principali e anche di quelle laterali si offrivano
buone possibilità di guadagno, sia tramite un impiego
diretto che indirettamente con diversi mestieri che avevano a
che fare con il trasporto. I carrettieri accompagnavano i trasporti
di merci, "agricoltori" prestavano servizi di attacco
e accompagnamento degli animali da soma. Le vie di comunicazione
e le tecniche di trasporto erano molto primitive, così
spesso venivano utilizzati anche passi e gioghi dalta quota per
poter accorciare la via o per poter aggirare le stazioni doganali.
Il traffico era diviso su tutto il territorio, solo con la costruzione
stradale le principali arterie di comunicazione attirarono trasporti
e viaggiatori. I carrettisti svolgevano inoltre attività
agricole, venatorie e di selvìcoltura, nonché artigianali,
assicurandosi così il sostentamento. Questa attività
però costituiva anche la base per avviare un "osteria"
che offriva servizi di vitto, alloggio e scorta ai passanti con
animali e carico. Non a caso nei primi documenti i contadini
spesso venivano indicati come "osti". Alla fine del
XV secolo apparvero i primi spedizionieri in proprio che ottenevano
i loro diritti di trasporto su concessione. Essi erano responsabili
dellorganizzazione e dello svolgimento dei trasporti. Al
Passo dellOmbraglio, probabilmente già a partire
dal XV secolo o prima ancora, cera una casa cantoniera con albergo.
Là alla fine del XV secolo alloggiò Aynzio di Molina.
Egli era incaricato di tenere libera e in buone condizioni la
strada, e anche di requisire cavalli per lo sgombero della neve
presso la popolazione di Bormio, poiché erano pur sempre
da curare ca. 30 km da Bagno Nuovo, lattuale Bagni Vecchi,
fino a Santa Maria in VaI Monastero.
Traffico militare,
postale e commerciale. Se nelle tavole della carta del Tirolo del 1600
di Burglechner o ancora nel 1770 nella carta geografica di Anich
troviamo indicata la mulattiera del Passo dellOmbraglio (Wormser
Joch, oggi Umbrail), non vi troviamo il sentiero di "Wormsion"
(P. Stelvio), solo unindicazione della sua scarsa utilizzazione.
Una carta speciale austriaca del 1892 però mostra che
dopo la costruzione della strada dello Stelvio la mulattiera
verso la Svizzera non era ancora strada carrabile. Nel XVIII secolo
il crescente mercantilismo risultò determinante per la
costruzione di strade. I dazi interni furono gradualmente eliminati,
e in compenso furono istituiti regolamenti doganali unitari ai
confini di stato per poter così costruire una rete di
comunicazione internazionale più efficiente. Sotto limperatrice
Maria Teresa e suo figlio furono progettate numerose strade nuove,
soprattutto nel Tirolo, che aveva una particolare importanza
in quanto zona di passaggio verso i territori italiani. Già
il principe Eugenio attribuiva al collegamento del Passo unimportanza
strategica, quando nel 1732 in una perizia scriveva: "I
più indicati però sono i passi dellUmbrail
e dello Stelvio, entrambi in pari misura sono da considerare
come le porte o le chiavi per la Valtellina, la VaI Monastero
e il Tirolo". Il Passo dello Stelvio e il relativo sentiero
del "Wormsion" erano significativi per il locale traffico
di frontiera. Nellanno di guerra del 1848, la via assunse
importanza strategico-militare, si ritenne infatti necessario
proteggere con squadre di soldati questo sentiero che si trovava
discosto dallattuale strada dello Stelvio, poiché
nel 1703 i francesi erano irrotti nella valle dellAdige
lungo questa via passando per i masi di Stelvio, perdendo fra
laltro 30 uomini sotto una valanga nei pressi del Lago
dOro. |