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Trofeo delle Alpi, La Turbie La Tabula Peutingeriana
è attualmente conservata presso la Biblioteca Nazionale
di Vienna. Si tratta di una lunga striscia in pergamena, divisa
in undici segmenti, che di fronte ad uno sviluppo nella sua lunghezza
di circa 7 metri, si presenta schiacciata nella sua altezza di
soli 34 cm. La storia di questa carta inizia quando l’umanista viennese K. Celtes, nel 1507, fece pervenire a Konrad Peutinger di Augsburg l'eccezionale documento da lui rinvenuto in una biblioteca di Worms; la prima pubblicazione di due frammenti ricopiati si deve a M. Welser verso la fine del XVI secolo. Lo stesso Welser nell’anno 1598, pubblicò la copia integrale della Tabula nella città di Anversa. L'arco alpino è compreso nei segmenti IIl e IV. La rappresentazione
topografica è molto semplice: le montagne sono disegnate
come mucchietti di terra senza particolari asperità o
difficoltà di attraversamento. Forse per viaggiatori abituati
a percorrere a piedi fino a cinquanta chilometri al giorno (addirittura
il doppio a cavallo) le Alpi non erano altro che una tappa giornaliera,
poco rispetto alle settimane necessarie per compiere il viaggio!
![]() Questa strada, in pratica, non era altro che il proseguimento del sistema viario già esistente via Aurelia/via Aemilia Scauri che fino ad allora terminava a Vada Sabatia (Vado Ligure); una volta completata, l'intera strada Aurelia-Aemilia-Augusta era lunga 962 km e permetteva di andare via terra da Roma ad Arles in Provenza presso le foci del Rodano. ![]() ![]() Dall'alto: Gli itinerari del Gran San Bernardo, Piccolo San Bernardo e Monginevro Lasciate la Alpi Marittime e scorrendo la tavola, la prima via alpina fra l’Italia
e la Gallia passava attraverso il passo del Monginevro, nelle Alpi Cozie.
Dal versante italiano, al passo si perveniva lungo una strada
che da Torino (Augusta Taurinorum) toccava, tra gli altri centri
abitati, anche Susa (Segusione). Il passo è marcato da
una stazione "In Alpe Cottia". Da qui si raggiunge il centro
di Briancon (Brigantione).
La rete di comunicazioni alpine fra l’Italia e la Gallia,
include anche un altro passo: In Alpe Graia.
Il lago Maggiore, sulla nostra carta, è chiaramente rappresentato in
quanto porta le sue acque al fiume Ticino. Dalla sommità di questo lago
inizia un itinerario che, superando la località di Curia (Coira?) raggiunge direttamente Arbor Felix (Arbon, sul lago di Costanza) in territorio svizzero. Potrebbe essere la strada per il Passo del Lucomagno. Purtroppo
le distanze fra i punti di sosta riportate dai compilatori della
carta spesso non corrispondono con le distanze reali. Attuali studi,
basandosi sull'analisi statistica delle misure annotate, avanzano
la tesi che Cunus Aureus possa essere il Passo Julier
situato in una zona di grande interesse strategico per i Romani. Anche
da questo valico si raggiunge Curia (Coira), Brigantio (Bregenz) e la
valle del Reno. Questo fascio di strade è rimasto poi importante e
molto frequentato anche nei secoli successivi.
Dall'alto: l'itinerario del Brennero e l'itinerario dello Spluga da Milano a Coira Bregenz era anche punto di arrivo anche per chi, partendo da Verona, attraverso Trento (Tredente), Bolzano (Ponte Drusi) e Vepiteno, avesse percorso l'itinerario del Brennero passando per Innsbruck, l’antica Vetonina.
All'estremo est dell'arco Alpino, rappresentata come un meraviglioso
castello cinto da alte torri, troviamo Aquileia, punto di partenza
di numerose strade che raggiungevano tutte le più importanti
località del Norico e della Pannonia (che comprendeva
varie regioni dell'odierna Ungheria, dell'Austria e dell'area
Slava). Da qui si distaccava una strada che, superato il valico
del Predil (Tarvisio), conduceva a Zollfeld e Vienna.
Un'altro itinerario, tracciato attraverso il facile valico sloveno ad Pirum (In Alpe Iulia) dove sorgeva una fortezza romana eretta in difesa del confine orientale, arrivava ad Emona (Lubiana). http://www.tabula-peutingeriana.de/ http://www.euratlas.net/cartogra/peutinger/ A.e M.Levi, Itineraria Picta, contributo allo studio della Tabula Peutingeriana, Roma, 1967 A.e M.Levi, La Tabula Peutingeriana, ed. Edison, Bologna 1978
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Dario Monti, dic. 2006, rev. genn. 2026 |